Se della tua bocca non so che la tua voce
E dei tuoi seni solo il verde o l'arancione delle tue bluse, come posso avere la presunzione di
avere di te più della grazia di un'ombra che passa sull'acqua.
Nella memoria porto gesti, la moina che tanto felice mi faceva,
e questo modo di restartene in te stessa, con il curvo riposo
di un'immagine d’avorio.
Non è gran cosa questo tutto che mi resta.
In più opinioni, collere, teorie,
nomi di fratelli e sorelle,
l'indirizzo postale e il numero del telefono,
cinque fotografie, un profumo di capelli,
una pressione di mani piccole fra le quali nessuno direbbe
che mi si nasconde il mondo.
Questo tutto me lo porto senza sforzo, perdendolo poco a poco.
Non inventerò l'inutile menzogna della perpetuità,
meglio passare i ponti con le mani
piene di te,
tirando via a piccoli pezzi il mio ricordo.
Dandolo alle colombe, ai fedeli passeri,
che ti mangino fra canti, arruffio e svolazzi.
Benvenuto
" Il lavoro creativo è sospeso tra la memoria e l'oblio." Jorge Luis Borges
martedì 6 marzo 2012
venerdì 2 marzo 2012
BENVENUTO di Eleonora Genua
| Carboncino su Cartoncino, cm 48 x 33 |
"Il mondo in cui viviamo è un circo crudele popolato di pagliacci senza cuore, senza legge, senza pietà: noi."
“Più è buono l’uomo, più è malvagio il Clown“. L’oblio e la rimozione del passato passano attraverso l’assunzione della maschera, che diventa schermo “demoniaco” della responsabilità individuale: dietro a essa tutto è concesso e tutto è perdonato, anche il rischio di perdere la propria identità."WILL ELLIOTT la "Città dei Clown"
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martedì 28 febbraio 2012
Il Film Consigliato del giorno: THE WARD - Il Reparto di J.Carpenter
TRAMA
La giovane Kristen (Amber Heard) si trova isolata in un remoto reparto di un ospedale psichiatrico, dove viene sottoposta a trattamenti non ortodossi. Perché lei sia lì è per lei stessa un mistero, visto che sembra preda di un'amnesia totale sulla sua vita precedente. Tutto quello che sa è che non è al sicuro e che quel posto nasconde misteri e stranezze. Pian piano le altre quattro ragazze rinchiuse con lei spariscono...
RECENSIONE
Ormai il cinema horror americano è per la maggior parte dominato da filmetti insipidi diretti da registucoli senza arte ne parte, che cercano di sopperire alla loro - e dei produttori - completa mancanza di idee con budget enormi, effetti speciali sofisticatissimi e con remake che non starebbero in piedi nemmeno se puntellati a terra con gran forza. E il problema non è solo di sceneggiature - anche questa di The Ward mica è geniale - ma di come le stesse vengono messe in scena ovvero con montaggi epilettici, tempi completamenti avanzati e ritmi da sala corse più che da film.
Poi ecco che dopo dieci anni (!) di mancanza dalla sale - solo i due medi per la serie tv "Masters of Horror" : l'incredibilmente bello CIGARETTE BURNS (capolavoro) ed il riuscito PRO-LIFE - rispunta a (semi)sorpresa il grande Carpenter con un film a bassissimo budget, diretto su commissione e che aveva fatto storcere il naso alla critica d'oltreoceano - va ricordato però che la suddetta critica non ha mai amato il cinema del grande Maestro americano - , ma che rimette in gioco uno stile, una forma, una sostanza che negli ultimi anni è quasi scomprsa dal cinema di genere "made in USA". Sin dal formidabile incipit è chiaro che chi gira non è il solito mestierante - o peggio un nocivo "shooter" alla Bay - ed è anche chiaro che il vecchio John non ha assolutamente perso la mano .
La sequenza è magnifica e viene chiusa da dei titoli di testa eccezionali. Subito dopo veniamo immersi in una clinica psichiatrica dove la tensione è costante grazie proprio alle perfette scelte del regista, che non sbaglia un'inquadratura e che lascia che i tempi morti diano ritmo ad una sceneggiatura un pò rivista , ma che "diretta" cosi' diviene una perla anch'essa. Notevole il lavoro sugli attori - bellissima e brava la protagonista e di spessore pure tutti gli altri attorii, sia la "old school" di facce alla Carpenter , su tutte l'infermiera sadica , sia le giovani del reparto psichiatrico - e gran lavoro sia come fotografia - del bravo Yaron Orbach- che come colonna sonora - scritta da tal MArk Kilian ma carpenteriana sino al midollo-. Carpenter gioca coi colori , riesce nella difficile impresa di non perdere il suo tocco e ci regala il miglior horror dell'anno, teso , inquitante e girato così bene che funzionerebbe benissimo anche muto. Impossibile resistere ad un film che crea attesa , che ha delle scene movimentate girate da dio e che non usa mai facili trucchetti per spavenmtare il pubblico boccalone.
Qui - come per l'ultimo grande Landis "Burke & Hare" - è il cinema vero a farla da padrone , quello che usa la sceneggiatura per costruire e non per chiarire e quello che non ha bisgona di centinaia di milioni di dollari per esistere.
Assolutamente da non perdere per chiunque sappia che cos'è la settima arte e per chi è convinto che il cinema d'autore non possa essere anche di genere. Il ritorno del regista anarchico-socialista-capitalista (!) (cosi' lo stesso Carpenter ironicamente si definisce ) naturalmente non manca di dare stoccate alla società americana ma quel che è incredibile è che come al solito il suo "colpire" lo Stato non è ma manicheo o inutilmente "diretto".
Imperdibile.
Testo di F.Frusciante
mercoledì 22 febbraio 2012
KILLING MOON di Eleonora Genua
![]() | |
| Carboncino su cartoncino, cm 70 x 50 |
Era la mezza estate
e metà della notte;
le stelle camminavano
pallide nella luce
della luna più scintillante e fredda,
fra i suoi schiavi, i pianeti;
lei, proprio lei nei cieli,
il suo raggiosulle onde.
Io fissavo incantato
il suo sorriso freddo,
freddo - per me troppo freddo;
passò poi come un velo
una nube fioccosa
e io mi volsi a te,
superba Stella della Sera,
magnifica e remota,
ed il tuo raggio mi sarà più caro;
perché è gioia al mio cuore
questa superba parte
che ti spetta nel cielo e nella notte,
e m'incanta di più
il tuo fuoco lontano
di quella luce umile e più fredda.
"Stella della Sera" di Edgar Allan Poe
The Killing Moon - Echo & the Bunnymen
©Copyright 2011
e metà della notte;
le stelle camminavano
pallide nella luce
della luna più scintillante e fredda,
fra i suoi schiavi, i pianeti;
lei, proprio lei nei cieli,
il suo raggiosulle onde.
Io fissavo incantato
il suo sorriso freddo,
freddo - per me troppo freddo;
passò poi come un velo
una nube fioccosa
e io mi volsi a te,
superba Stella della Sera,
magnifica e remota,
ed il tuo raggio mi sarà più caro;
perché è gioia al mio cuore
questa superba parte
che ti spetta nel cielo e nella notte,
e m'incanta di più
il tuo fuoco lontano
di quella luce umile e più fredda.
"Stella della Sera" di Edgar Allan Poe
The Killing Moon - Echo & the Bunnymen
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martedì 21 febbraio 2012
domenica 19 febbraio 2012
VELEGGIO COME UN'OMBRA di Alda Merini
Veleggio come un'ombra
nel sonno del giorno
e senza sapere
mi riconosco come tanti
schierata su un altare
per essere mangiata da chissà chi.
Io penso che l'inferno
sia illuminato di queste stesse
strane lampadine.
Vogliono cibarsi della mia pena
perché la loro forse
non s'addormenta mai.
nel sonno del giorno
e senza sapere
mi riconosco come tanti
schierata su un altare
per essere mangiata da chissà chi.
Io penso che l'inferno
sia illuminato di queste stesse
strane lampadine.
Vogliono cibarsi della mia pena
perché la loro forse
non s'addormenta mai.
TRE PUNTI
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| "Aldof" Grafite Ed Elaborazione Digitale su Cartacm. 42x29 |
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